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Pasta, istruzioni per l'uso

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pasta, uso, calorie

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2012-07-30


Dagli spaghetti ai fusilli, dalle penne alle orecchiette. La pasta: duttile per forma e sapore, esaltata da sughi semplici e frugali o da condimenti ricchi ed elaborati. Alimento energetico, costituito prevalentemente da glucidi sotto forma di amido, con un discreto contenuto in proteine e irrilevante in grassi, fornisce 353 Kcal/100 g.

Viene erroneamente considerata nemica della linea ma… sfatiamo i falsi miti e impariamo a consumarla! Anzitutto non assumiamo posizioni estremiste: moderiamo la quantità, consumando un piatto da 70-100 gr a seconda dei fabbisogni individuali e valutiamo l’indice glicemico.
La pasta presenta un IG medio-basso, inferiore a quello di pane, riso bianco o patate, favorevole al mantenimento della glicemia a livelli stabili e contrastante quelle fluttuazioni di insulina che inducono l’ingrasso.

Andiamo alla scoperta della pasta:
• Preferiamo la pasta integrale alla variante ottenuta da farine raffinate, più completa dal punto di vista nutrizionale, a minor indice glicemico e contenente una maggiore quantità di fibre a effetto saziante; limitiamo la frequenza di consumo di quella all’uovo o ripiena.

• Consumiamola preferibilmente a pranzo, per agevolare la digestione nelle ore notturne e dare modo all’organismo di “consumarla”per le attività giornaliere.

• Mangiamola in combinazione con altri nutrienti perchè le diete dissociate non favoriscono un corretto impiego dei substrati, spingendo ad esempio all’utilizzazione delle proteine a scopo energetico anziché plastico.

• Prima dell’attività fisica consumiamone una porzione per offrire energia di pronto utilizzo all'organismo sotto sforzo.

• Evitiamo la combinazione di alimenti con la medesima funzione nutritiva nello stesso pasto: se mangiamo pasta non aggiungiamo altri carboidrati (patate, cereali e derivati).

• Attenzione ai condimenti! Questi determinano il maggior surplus calorico del nostro piatto. Optiamo per una portata unica, come pasta con ragù semplice di carne, sughetto di pesce, legumi o pomodoro e mozzarella. Usiamo le verdure per rendere più “voluminoso” e meno calorico il nostro piatto e, se gradito, limitiamo l’aggiunta del parmigiano grattugiato a un cucchiaio, evitando inoltre panna, burro e intingoli vari.

• Preferiamo la cottura al dente, consistente in superficie e all’interno, in quanto la pasta, venendo masticata più a lungo, risulta digerita più facilmente. La prima digestione, infatti, inizia nella bocca! Inoltre avrà un indice glicemico minore rispetto a quella stracotta.

Infine ricordiamo che i carboidrati esplicano un ruolo antidepressivo e tranquillante, favorendo indirettamente la sintesi di serotonina, neuromediatore che regola l’assunzione alimentare di glucidi: bassa percentuale di serotonina=maggiore richiesta di zuccheri e cibi amidacei=surplus calorico rispetto alle necessità.

Fotografia: pennaeforchetta.blogspot.com