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La mela d'oriente: il Cachi

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cachi, sapore, calorie

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2013-11-24

Un’origine lontana, un sapore inconfondibile, una polpa cremosa e un colore brillante… Un connubio che sembra poesia: il cachi. Delicata e misconosciuta primizia d’autunno, spesso bandita dalle tavole perché considerata “un tabù”. C’è chi lo definisce “cibo degli Dei”, chi ne ama la dolcezza, chi ne teme le calorie. Ma davvero sappiamo cos’è il cachi? Nella rigida aria di Novembre andiamo alla scoperta di un frutto che, per le sue caratteristiche, è tra i protagonisti della stagione “di passaggio”.

Identikit nutrizionale
– Il cachi fornisce 65 Kcal/100 grammi ed è costituito, come ogni frutto fresco, prevalentemente da acqua, che compone per l’82% la polpa. L’apporto energetico è dovuto agli zuccheri semplici, nutrienti comuni a tutti i frutti. Confrontando la composizione delle diverse famiglie si può notare un tenore zuccherino più elevato rispetto, ad esempio, a mele, arance, fragole, ma simile a quello di banane, fichi d’India, mandaranci, mandarini, uva, mango, melagrane. Erroneo, però, considerare queste dolci varietà nemiche della linea. Occorre soltanto moderarne la quantità di consumo. Se sceglieremo un cachi da 100 gr avremo le stesse calorie fornite da una mela di normali dimensioni (circa 150 gr) e non dovremo, quindi, preoccuparci dei potenziali “effetti collaterali”. A rigor di ciò, il consumo di cachi è da limitare soltanto in caso di diabete o obesità. Ottimo, inoltre, il contenuto in sali minerali, tra cui il potassio (170 mg/100 gr), e Vitamine, come la C e il beta-carotene, precursore della Vitamina A. Per 100 gr il frutto fornisce 2.5 gr di fibre, che lo rendono un rimedio naturale contro la stitichezza.

Proprietà
– Nella stagione in cui l’arrivo del freddo e delle prime nebbie si associa a stanchezza e stress psico-fisico, la natura fornisce un valido alleato per combattere astenia e spossatezza, con un frutto che consente di affrontare al meglio l'autunno. Per non mandare in letargo i piacevoli ricordi dell’estate il cachi è, infatti, consigliato come tonico, ricostituente e rivitalizzante, specie a convalescenti, sportivi, bambini ed anziani. Il frutto acerbo presenta un’alta percentuale in tannino, astringente naturale responsabile della tipica sensazione di bocca “legata”. Per gustare appieno il sapore dolce e beneficiare, anche, degli effetti positivi sulla funzionalità intestinale, meglio aspettare che assuma una consistenza gelatinosa, poiché, con l’avanzare della maturazione, il tannino tende a ridursi, a favore dell’aumento del tenore zuccherino. Il frutto vanta, inoltre, proprietà epatoprotettrici, ed è pertanto consigliato come disintossicante in presenza di disturbi al fegato.

L’alimento immaturo mostra virtù astringenti ed emostatiche e può essere utile per il ripristino della flora batterica dopo una cura antibiotica. Esercita, inoltre, un’attività protettiva nei confronti di milza, pancreas, stomaco ed intestino tenue; non da ultime, si citano proprietà drenanti e remineralizzanti, riconducibili all’elevato tenore in potassio. Il contenuto in Vitamina C si riduce all’aumentare del grado di maturazione, ma contribuisce, comunque, a proteggerci dalle malattie da raffreddamento. Come tutta la frutta e la verdura di color arancione, infine, anche i bei pomi sono ricchi in beta-carotene, precursore della vitamina A, ad azione antiossidante, immunostimolante e utile al benessere della pelle.

Modo d’impiego - Non a tutti piacciono i cachi. Allappano, e questo effetto è ritenuto da alcuni palati sgradevole. Per ovviare a questa sensazione di asprezza e ruvidità, avvertibile principalmente sul dorso della lingua, occorre gustarli ben maturi quando, quindi, avranno raggiunto l’apice della dolcezza. La buccia avrà un’intensa colorazione rossa o aranciata, quasi trasparente, e il frutto, seppur sodo, sarà leggermente cedevole. Se li acquistate acerbi, invece, per accelerarne la maturazione (ammezzimento) accostategli delle mele che, liberando gas (etilene ed acetilene), contribuiscono ad arricchire il cachi in zuccheri per la successiva consumazione.

La gelatinosa polpa può essere gustata al cucchiaio a fine pasto, al posto del dessert, ma può anche essere impiegata nella preparazione di centrifughe, marmellate, macedonie e dolci. In Giappone è l'ingrediente principale di vini a bassa gradazione alcolica e il succo si presta alla realizzazione del sakè. La varietà più soda e croccante (caco vaniglia o caco mela), è simile alla mela per forma e consistenza, risulta dolce quando la polpa è ancora compatta, ed è ugualmente ricca in nutrienti rispetto al cachi tradizionale.