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Caldo e acqua, conosciamoli

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fabbisogno di acqua, dieta, bere

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2012-05-17

È luogo comune dire che “bere fa bene all’organismo” e, soprattutto quando il termometro si alza, occorre mettere in pratica questo cliché. Ma perché? Cominciamo dall’acqua…

L’acqua
- Componente inorganico predominante nell’organismo e mezzo attraverso cui si svolgono tutti i processi vitali, costituisce, a seconda dell’età, circa il 60% del peso di un adulto maschio, il 50-55% di quello di una donna, con distribuzione diversa nei vari organi e tessuti. Tale percentuale è maggiore nell’infanzia e diminuisce progressivamente con l’età e/o l’aumentare dei depositi adiposi. In quanto tale, l’acqua è un composto chimico acalorico, definito “essenziale” in quanto la quantità prodotta con il metabolismo non è sufficiente a coprire il fabbisogno giornaliero dell’organismo.

Fabbisogno
- Il fabbisogno medio varia da individuo a individuo in funzione del clima, del tipo di alimentazione e del tipo di attività svolta, ma come si può definire quanta ne occorre? La parola chiave è equilibrio, ovvero proporzione tra quella quotidianamente assunta attraverso l’alimentazione (acqua “esogena”: 10-15% alimenti secchi; 60-80% carni; 80-95% frutta e verdura; bevande) e quella eliminata nello stesso periodo di tempo attraverso gli emuntori dell’organismo. L’adulto ricambia giornalmente circa il 6% del contenuto idrico totale, approssimativamente pari a 3000 ml/die di acqua.

Per mantenere un bilancio, compensando tale perdita, oltre alla quota di acqua introdotta con la dieta e prodotta dal metabolismo, occorre bere! Grossolanamente si può parlare di un fabbisogno idrico giornaliero di 30-35 ml di acqua/kg di peso corporeo, pari a circa il 3% dello stesso che, in ordine di grandezza, si traduce nel famoso “litro e mezzo-due”. Questa quantità teorica va comunque calibrata ad personam.

Il clima
- In condizioni fisiologiche basali di riposo, ed alla temperatura ambiente di 18-20°, le perdite d’acqua sono inferiori ad 1 ml/minuto; con l’attività fisica e l’innalzamento del termometro, per effetto della perspirazione (perdita insensibile di acqua) e della sudorazione, possono arrivare a 14-17 ml/minuto. Se la temperatura esterna aumenta, sarà quindi necessario incrementare la quota di liquidi introdotta, per compensarne la maggiore perdita, sempre però con la giusta accortezza.
Se l’equilibrio è alterato si manifestano infatti i sintomi di una intossicazione da acqua, quando le entrate superano le uscite, o di una disidratazione nel caso opposto. La più comune manifestazione ne è la stipsi; nei casi più gravi le allucinazioni e la perdita di coscienza.

Autoregolazione
- Il nostro corpo regola automaticamente questo bilancio, mantenendone l’equilibrio attraverso l’azione del centro ipotalamico della sete e dell’ormone antidiuretico (ADH), che aumenta il riassorbimento di acqua nel rene. Occorre assecondare o anticipare lo stimolo della sete e perché no?! Privilegiare gli alimenti “idratanti”!